| Quando senti parlare della musica che
suonano i Gai Saber ti montano subito i primi pregiudizi: «musica
occitana e drum'n'bass, com possono conciliarsi?», pensi.
Poi ascolti un loro cd e lo scetticismo passa, perché la
formula funziona eccome. Poi però subentra un altro dubbio:
«ma renderanno così anche dal vivo?». Difficile
immaginare quanto, è la risposta quando li si vede in concerto.
Tutti gli esami superati dunque, e con lode.
Già, perché la loro formula non tradisce neanche
dal vivo, dove anzi i Gai Saber trovano la loro migliore dimensione,
fatta di elettronica fredda ma anche di caldissimi organetti e ghironde.
Poi c'è l'energia, una bella energia positiva che scende
a fiotti dal palco. Difficile non farsi coinvolgere, e infatti sotto
il palco del Procope dopo poche note si scatena il ballo, e non
potrebbe essere altrimenti, perché è incredibile notare
quanto il gruppo occitano si diverta sul palco, con grande spontaneità
e semplicità.
Una prima metà del concerto molto elettronica, una seconda
più acustica e festaiola, poi un finale nel quale le pulsioni
trip hop e drum'n'bass sono nuovamente protagoniste. Una sorpresa?
Forse, perché raramente si vede in giro una commistione così
naturale tra tradizione e suoni "nuovi". |
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gai
saber
scaletta
cara guitin
quand lo rossinhols
joinessa
sentiment embrolhat
o maire
onze passa dotze
diga, joaneta
obriè d'ousitanio
macallè
pas de rais
in foe zhmourt
diau
la dançarem pus
cora sarei ja luenh
joinessa
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