| Insolita ambientazione per un concerto
di Daniele Brusaschetto e Bugo: il teatro Superga di Nichelino è
senza dubbio una struttura valida, ma certamente non pensata per
la musica, e l'acustica ne risente in modo piuttosto rilevante,
specialmente nell'esibizione di Brusaschetto. Alla fine della serata,
tuttavia, l'acustica sarà l'unica nota stonata, dal momento
che le performances dei due cantautori (ma ha un senso etichettarli
in questo modo?) si rivelano di buon livello.
Apre la serata Daniele Brusaschetto, alla testa di un trio formato
da Mirco Rizzi (seconda chitarra) e Bruno Dorella (batteria). Daniele
sul palco gioca con la chitarra e con i campionatori, creando tappeti
sonori tetri ma affascinanti, a partire dall'intro, nel quale arpeggi
e giri di chitarra vengono campionati ed eseguiti in loop. Poco
meno di un'ora di concerto per Daniele, durante la quale vengono
proposti soprattutto i brani dell'ultimo lavoro "Bluviola",
che dal vivo conservano lo stesso impatto mostrato su cd, nonostante
il già citato problema di acustica.
Dopo una breve pausa sale sul palco Bugo. La prima impressione,
di fronte ad un personaggio del genere, è abbastanza scontata:
Bugo è un genio oppure un pazzo che ci sta prendendo tutti
per il culo? Il dubbio è lecito, ma vedendolo sul palco,
prima da solo con chitarra acustica e armonica e poi con una band
formata da Bruno Dorella (questa volta al basso), Cristian Dondi
e Fabio Bielli dei R.u.n.i., si ha l'impressione che Bugo sappia
benissimo quello che sta facendo, entusiasamando il pubblico con
canzoni che sono ormai vere e proprie hit come "Io mi rompo
i coglioni" o "Benzina mia". E alla fine della serata
il dubbio "genio o pazzo" non si risolve, ma ci si ritrova
con la sensazione che il ragazzo sia in gamba. E tanto basta.
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