| Roy Paci non smette di stupire il proprio
pubblico: dopo averlo visto sul palco con i Mau Mau e con Manu Chao
e nel ruolo di irresistibile front man degli Aretuska, ora Roy si
presenta nelle vesti di direttore d'orchestra, alle prese con la
Banda Ionica, progetto nato nel 1999 in società con l'altro
"maulero" Fabio Barovero, che propone la musica da banda
del sud Italia, in particolare quella legata alle musiche eseguite
durante funerali e processioni religiose.
Dopo il primo album "Passione", uscito nel 1999 e contenente
unicamente pezzi tradizionali e strumentali, la Banda Ionica ha
da poco proposto il secondo capitolo della propria storia, "Matri
mia", che per la prima ha ospitato brani originali, cantati
da ospiti di altissimo livello.
Al Regio la Banda presenta per la prima volta il nuovo album, e
lo fa con 23 strumentisti sul palco, accompagnati di volta in volta
alla voce degli ospiti già presenti sul disco, ossia Cristina
Zavalloni (professionalmente legata a Luciano Berio), Vinicio Capossela,
Ermanno "Joe" Giovanardi dei La Crus e il cantautore francese
Arthur H), mentre sul palchetto del direttore staziona proprio Roy,
che di tanto in tanto lascia la bacchetta per mostrare quello che
sa fare con la sua tromba, e per chi lo ha già sentito all'opera
questo può bastare.
Molto interessanti i duetti tra la Banda e gli altri artisti, in
particolare risulta memorabile "Ninna nanna", cover dei
La Crus cantata da Giovanardi, e l'esibizione del solito Vinicio
Capossela, istrionico e sgangherato. Assente giustificato Dani Carbonel,
voce dei Macaco, rimasto in Spagna per motivi personali.
Il risultato dell'insieme è davvero suggestivo, oltre che
ambizioso: un raro esempio di come musica colta, popolare e leggera
possano convivere e offrire un risultato entusiasmante.
|
|