| Da diversi anni la rassegna "Settembre
Musica" si sforza di aprire le sue porte alle contaminazioni:
in quest'ottica va visto lo spettacolo "Corde in levare",
nel quale gli Africa Unite rivedono il proprio repertorio in una
chiave tutta particolare, con l'aiuto degli Architorti (che alle
spalle hanno diverse collaborazioni con Mada e soci) e di un'orchestra
di archi composta da 20 elementi.
Sul palco gli Africa sono rappresentati dalla voce di Bunna e da
Madaski, nelle insolite vesti di direttore d'orchestra. Tutto il
resto è affidato agli archi, e non si può negare che
in avvio l'effetto è davvero straniante: gli arrangiamenti,
curati da Marco Robino, sono chiaramente molto diversi da quelli
originali, ma basta poco per sintonizzare l'orecchio al nuovo suono
e quando partono classici come "Nero su nero", "Politics"
e "U man rights" l'Auditorium del Lingotto si scalda davvero
e inizia a dare il tempo come può, con schiocchi di dita
e con battiti di mani.
Alla fine l'esperimento si può dire riuscito eccome, con
i due bis che gli artisti sul palco dedicano ancora al pubblico.
L'unica nota stonata dello spettacolo, ma è un parere strettamente
personale, è la versione di "War" di Bob Marley,
con la base proveniente dal pc di Madaski che stride all'interno
di un contesto così particolare. Infine, una nota di merito
per l'orchestra e soprattutto per gli Architorti, musicisti decisamente
poco convenzionali e dalle mille risorse artistiche. |
|