Già in "Un mondo terribilmente
volgare" i Sushi avevano abbandonato le atmosfere sbarazzine
del primo album per sonorità più scure che si rifacevano
ad artisti come Cure e Bauhaus. Il gruppo di Ale Bavo e Otti aveva
poi portato avanti questo discorso dal vivo, se possibile estremizzandolo
mantenendo comunque radici profondamente pop, soprattutto per quanto
riguarda la melodia; a quel punto, l'incontro e l'inizio del connubio
artistico con il "guru" Madaski, che non ha mai nascosto
le proprie radici dark, è sembrato assolutamente naturale
e dagli spettacoli condivisi il passo verso una collaborazione in
studio è stato breve.
Ecco così nascere "Ddt", ep cointestato contenente
quattro brani, tutti inediti, più una traccia video. La title
track, proposta in due versioni, è un pezzaccio duro e crudo,
quasi morboso, che alterna strofe scurissime con un ritornello ben
più arioso, nel quale le voci di Otti e Madaski si rincorrono
e si incrociano. "Cambiare le cose", invece, è
un brano già ascoltato dal vivo, che parte con una tastierina
alla Goblin e che si sviluppa su trame essenzialmente pop, mentre
il brano di apertura, intitolato "Il vuoto perfetto",
è un'aggressione electro che parte pacata per poi trasformarsi
in un quattro quarti ossessivo, nel quale la voce di Otti risuona
lontana, in secondo piano.
Ddt chiude insomma un cerchio per i Sushi, che hanno ormai affinato
la propria cifra stilistica, a metà tra gli anni '80 e il
nuovo millennio, e in tutto questo la manona sapiente di Madaski
si sente eccome.
enzop
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