Se in "Un leggerissimo disturbo
da panico" i Sushi cercavano di risolvere i problemi dalla
vita con l'evasione, con il divertimento a tutti i costi o, al limite,
con il rifugiarsi ne "La mia cameretta", i Sushi di oggi
sono cresciuti e non cercano di evitare ciò che fa male,
ma lo affrontano con decisione. Ed ecco che, di conseguenza, il
suono della band cambia, si fa più cupo, e con lui i testi,
che evidenziano un pessimismo quasi "cosmico", ma purtroppo
reale. Un pessimismo che riguarda tutta l'umanità, e che
si riflette nei rapporti personali, che siano d'amicizia o di amore:
"Fare parte del g. u." (dove g.u. sta per genere umano),
"Credevo di potermi fidare di te" e "Nessuna speranza"
sono titoli che fanno ben capire quello che siano i Sushi oggi.
Il risultato di questo atteggiamento nei confronti del mondo è
molto interessante, e anche la musica sembra seguire questa evoluzione.
L'introduttiva "La fine" mette in mostra suoni industriali
ed elettronici, e la seguente "Vittima della timidezza"
è un'ottimo brano, con la voce di Otti e le chitarre in bella
evidenza, mentre "Fare parte del g. u." ricorre ad una
ritmica piuttosto pesante e ad un basso distorto, oltre ad una chitarra
che ricorda vagamente i Marlene Kuntz.
"Un mondo terribilmente volgare" non è un album
facile, richiede diversi ascolti prima di essere compreso nel modo
migliore. Ma una volta entrati nell'ottica del lavoro, risulta difficile
lasciare il cd a prendere polvere nello scaffale. I Sushi stanno
crescendo e il percorso intrapreso sembra quello giusto.
enzop
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