I Ruby Vroom non sono esattamente un
gruppo di novellini all'interno della scena musicale torinese, nonostante
la giovane età dei musicisti. Prima di assumere l'attuale
nome, infatti, i Ruby hanno battuto i palchi della zona con il nome
di Topi Metropolitani, e tutta l'esperienza finora accumulata sfocia
in questo primo disco, completamente autoprodotto, dal nome bizzarro:
"As just a Japan Lembo".
Un disco molto interessante, nel quale i Ruby Vroom alternano l'utilizzo
della lingua italiana e inglese, apparentemente con la stessa efficacia,
e sperimentano suoni che si muovono tra pop e rock indie, senza
disdegnare soluzioni come la tromba, che fa capolino nella quasi
beatlesiana "She comes back home", o le aggressive chitarre
che trovano il loro spazio in alcune sezioni di "Circus"
o "Crashing the china".
La chitarra, in effetti, è la grande protagonista dell'album
insieme alla voce di Giovanni Manganaro, sempre a suo agio nelle
diverse lingue e capace di disegnare linee vocali decisamente affascinanti
(basti ascoltare "Chrashing the china" o "Stories
from the outside"), ma è il suono nell'insieme che convince
in modo costante, permettendo al disco di viaggiare lontano da facili
cali di tensione qualitativi, probabilmente anche grazie alla produzione
di Mario Congiu.
Per quanto riguarda i modelli ai quali i Ruby Vroom si ispirano,
i riferimenti sono diversi e anche abbastanza colti: in "Crashing
the china" si sentono evidenti tracce di Radiohead, mentre
"She comes back home", come già accennato, deve
molto nientemeno che ai Beatles; tutto sommato, però, il
risultato è molto personale e, tirando le somme, di buon
valore.
Un ultimo appunto per quanto che riguarda i testi: I Ruby Vroom
sanno scrivere canzoni, forse più in italiano che in inglese.
In questo senso "Nel momento", la canzone che apre il
disco, è un piccolo gioiello. Resta da vedere quale sarà
la strada linguistica che il gruppo seguirà nel futuro, per
ora si può solo dire che l'esordio è di quelli che
fanno ben sperare per il futuro.
enzop
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