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roulette cinese - che fine ha fatto baby love

Gente strana i Roulette Cinese: non un gruppo rock in senso lato ma nemmeno un collettivo teatrale, per quanto nel loro lavoro teatro e musica sono semplicemente le due facce della stessa medaglia. Con queste premesse sembra ovvio immaginare che la loro dimensione migliore sia quella live, e in effetti pare che dal vivo offrano uno spettacolo intenso, ma anche su disco il risultato non è affatto male.

"Che fine ha fatto Baby Love?" (mixato da Roberto Vernetti, e non si tratta di un dettaglio) non è un vero concept album, sembra pittosto un radiodramma in venti puntate, tante sono le tracce comprese nel cd. Dal bugiardino incluso nella confezione (strepitoso il digipack a forma di scatola di medicinale) apprendiamo che il lavoro racconta "la storia obliqua di due coniugi-attori che mettono in scena il loro ultimo spettacolo al Centro d'Igiene Mentale della città di Traunitz e della loro figlia immaginaria Baby Love, protagonista silenziosa ed inquisitoria dello show".

Il risultato è una sequenza di brani e di intermezzi recitati abbastanza inquietante, con le voci di Joe Raggi e di Betty Cembrola che si rivelano opposte e complementari su tappeti di chitarre e ritmi sostenuti costantemente sorretti da una base elettronica a tratti molto anni '80. Tra i brani spiccano l'iniziale "Trasfigurazione", "Sacra danza" e "Love song", ma tutta la tracklist riesce a convincere, senza evidenti cali di tensione. Chiude il tutto la traccia eccipiente, che altro non è che la bonus track definita secondo la metafora sanitaria che lega tutto il disco, "Invasione di campo", un testo di Manlio Sgalambro (il filosofo collaboratore di Franco Battiato), marcetta malata e morbosa che improvvisamente vira verso una sorta di drum'n'bass tropicalista che è un po' la summa del folle progetto dei Roulette Cinese, geniali dilettanti in selvaggia parata.

enzop

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