C'è chi dice che il futuro della
musica d'autore italiana sia ormai in mano a gruppi come i Perturbazione.
Se davvero è così, c'è di che compiacersi,
perchè con "In circolo" il sestetto torinese sembra
voler spiccare il grande salto verso il sucesso. Non che questo
successo sia rincorso a tutti i costi: i Perturbazione, prima di
essere ottimi artisti, sono persone oneste, e nel disco non c'è
nulla che strizzi gli occhi a qualsiasi logica commerciale.
La verità è che "In circolo" è un
gran bell'album, che fa della semplicità la sua dote primaria:
semplici ma non banali i testi, semplici ma non stucchevoli le musiche,
che si aggirano attorno a diversi nomi senza mai lasciarsi classificare
in un genere. E così ci si trova a bocca aperta di fronte
all'intimista "Agosto" (il mese più freddo dell'anno,
secondo i Perturbazione), alla delicata "Arrivederci addio"
e all'energica ed ironica "Il senso della vite", brani
che dovrebbero davvero avere un ruolo di tutto rispetto nel panorama
della musica nazionale.
I Perturbazione hanno registrato un disco che contiene tutte le
emozioni che si possono provare nella vita, anzi, "In circolo"
può essere considerato una vita, nella quale si sorride ("Mi
piacerebbe") e si piange ("Per te che non ho conosciuto"),
ci si innamora ("Cuorum") e ci si sente a disagio ("Senza
una scusa").
Troppa carne al fuoco? Non direi, visto che il cd viaggia nel lettore
con grande soddisfazione uditiva e mentale, e che la voce di Tommy
Cerasuolo e il violoncello di Elena Diana rimangono tra le cose
più belle che la musica italiana offra al momento.
enzop
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