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persiana jones - brace for impact

Non è per niente facile avvicinarsi ad un disco come «Brace for impact», ultima fatica dei Persiana Jones. Non facile un po' perchè la loro magnifica carriera rischia di offuscare il giudizio obbiettivo relativo alla loro musica, un po' perchè questo è un disco duro, cupo, lontano dalla solarità ironica dei primi lavori.

Dal punto di vista musicale, senza dubbio l'impronta di Darian Rundall si fa sentire in maniera piuttosto decisa in tutti gli episodi dell'album, con un sound che si allontana spesso dai canoni dello ska-core per avventurarsi nel territorio del punk vero e proprio: la chitarra in levare fatica a trovare spazi, così come la sezione fiati (che quando c'è risulta davvero devastante). Non che questo implichi un calo nel livello di gradimento: «Brace for impact» suona compatto e convincente, superando di slancio anche gli episodi più deboli (l'invettiva di «Troppo vuoto» suona un po' scontata) grazie alla grandezza di canzoni come «Esser così» o «Non certo eroi». Da ricordare, poi, la straordinaria cover di «Livin la vida loca» di Ricky Martin, che nelle mani dei Persiana diventa un anthem tanto possente quanto divertente, mentre vale la pena di ascoltare anche «La nave», scritta a quattro mani da Beppe e Seby dei Derozer, e «Un'emozione», che sembra un po' il bilancio dell'esperienza accumulata fino ad ora dai fratelli Carruozzo e compagnia.

In definitiva, «Brace for impact» è un buon disco, certamente non il migliore dei Persiana ma comunque in grado di offrire un grande numero di buone vibrazioni. Unica nota stonata: il disco, compresi sei minuti di ghost track, dura poco più di mezz'ora. D'accordo che spesso escono dischi di 70 minuti pieni di riempitivi, d'accordo che «Brace...» esce con il prezzo consigliato di 13 euro, ma proprio non si poteva fare di più?

enzop

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