Partiamo da un dubbio più che
legittimo: "Give me a good reason to wake up" è
il primo o il secondo disco dei Motel Connection? Tutto sommato
la colonna sonora di Santa Maradona, il film di Marco Ponti uscito
nella scorsa primavera, può essere considerato il vero primo
album, visto che i Motel suonavano dieci pezzi su dodici, ma in
quel caso, riascoltando il disco oggi, anche alla luce di "Give
me...", si trattava di una raccolta di brani, che non si può
propriamente definire album.
La distinzione si coglie ascoltando proprio "Give me...",
che in pratica contiene gli stessi brani della colonna sonora ma
completamente rivisti, ripensati proprio per far parte di un progetto
unitario, organico. Se ai tempi di Santa Maradona i Motel Connection
sembravano un puro esperimento, oggi le cose sono cambiate e il
terzetto formato da Samuel, Pierfunk e Pisti ha assunto le caratteristiche
di un gruppo vero e proprio, che fa, tra l'altro, un'ottima musica.
La base di partenza è l'house, ma contaminata in maniera
piuttosto pesante dalla musica suonata fino a restituire brani davvero
innovativi: è il caso di "Lost", di "Two"
e di "Load". C'è la cassa in quarti tipica dei
ritmi dance, ma ci sono anche i testi tutt'altro che banali, e rigorosamente
in inglese, firmati da Enrico Remmert; ci sono i loops e i sequencer,
ma ci sono anche i campionamenti di Gil Scott-Heron che danno al
tutto una matrice "politica" insospettabile.
Se questo è il futuro della musica dance, c'è davvero
di che gioire: qui si sta cercando, consapevolmente o no, di dare
una dignità artistica ad un settore della musica da sempre
bistrattato, a volte (come nel caso di brani storici e insuperabili
della musica italiana proposti in salsa dance con esiti disatrosi)
anche a ragione.
enzop
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