ritorna alla home page

ilcielosutorino .org


identità
dove > torino
quando > 1970-2004
cosa > la scena musicale
perché > bella domanda
chi > e.p.

sezioni

home
artisti
retrospettive
news
interviste
recensioni
report
mp3
around the music
visti per voi
concerti in città
locali
collegamenti
crediti


comunicazione
e-mail > info@ilcielosutorino.org
blog > ilcielosutorino.org/dblog
mailing list > ilcielosutorino-
subscribe@yahoogroups.com

newsletter > ilcielosutorinonews-
subscribe@yahoogroups.com
 
motel connection - give me a good reason to wake up

Partiamo da un dubbio più che legittimo: "Give me a good reason to wake up" è il primo o il secondo disco dei Motel Connection? Tutto sommato la colonna sonora di Santa Maradona, il film di Marco Ponti uscito nella scorsa primavera, può essere considerato il vero primo album, visto che i Motel suonavano dieci pezzi su dodici, ma in quel caso, riascoltando il disco oggi, anche alla luce di "Give me...", si trattava di una raccolta di brani, che non si può propriamente definire album.

La distinzione si coglie ascoltando proprio "Give me...", che in pratica contiene gli stessi brani della colonna sonora ma completamente rivisti, ripensati proprio per far parte di un progetto unitario, organico. Se ai tempi di Santa Maradona i Motel Connection sembravano un puro esperimento, oggi le cose sono cambiate e il terzetto formato da Samuel, Pierfunk e Pisti ha assunto le caratteristiche di un gruppo vero e proprio, che fa, tra l'altro, un'ottima musica.

La base di partenza è l'house, ma contaminata in maniera piuttosto pesante dalla musica suonata fino a restituire brani davvero innovativi: è il caso di "Lost", di "Two" e di "Load". C'è la cassa in quarti tipica dei ritmi dance, ma ci sono anche i testi tutt'altro che banali, e rigorosamente in inglese, firmati da Enrico Remmert; ci sono i loops e i sequencer, ma ci sono anche i campionamenti di Gil Scott-Heron che danno al tutto una matrice "politica" insospettabile.

Se questo è il futuro della musica dance, c'è davvero di che gioire: qui si sta cercando, consapevolmente o no, di dare una dignità artistica ad un settore della musica da sempre bistrattato, a volte (come nel caso di brani storici e insuperabili della musica italiana proposti in salsa dance con esiti disatrosi) anche a ragione.

enzop

no copyright - tutto il materiale presente sul sito è liberamente utilizzabile, ma è cosa gradita citare la fonte