Solitamente è sempre difficile
per un artista approdare il terzo album, dal quale quasi sempre
ci si aspetta una prova di maturità. Con "Mi manca chiunque"
i Mambassa possono dire di aver centrato il risultato, ma probabilmente
l'obiettivo non è stato affatto raggiunto con facilità:
testimonianza ne è il fatto che i Mambassa arrivano al disco
della maturità con una formula musicale sostanzialmente diversa
a quella che il gruppo aveva adottato nei primi due album.
Abbandonata ogni sovrastruttura elettronica, il gruppo di Stefano
Sardo si affida alla produzione di Josh Sanfelici e ad un pop rock
raffinato, sostenuto da buoni testi e da arrangiamenti interessanti,
che in alcuni momenti ricorrono all'uso degli archi curati da Davide
Rossi, in altri ("Mani in alto") alla tromba di Roy Paci.
In particolare convincono brani come "Il cronista", "Lo
scontro", "Vie di fuga" e "L'elefante",
ma tutto l'album procede senza cali di tensione. A Stefano Sardo
va riconosciuto il merito di aver affinato non poco l'uso della
voce e il songwriting, che parla di piccole storie, mai banali e
che spesso sembrano attingere ad un bagaglio autobiografico.
Il risultato è un lavoro intenso, maturo e melodico al punto
giusto, con tutti gli elementi calibrati nel migliore dei modi.
Un disco che merita sicuramente attenzione, e che potrebbe far cambiare
la prima strofa de "L'elefante": "E' successo che
poi non ho avuto successo e forse è già finita qui".
enzop
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