ritorna alla home page

ilcielosutorino .org


identità
dove > torino
quando > 1970-2004
cosa > la scena musicale
perché > bella domanda
chi > e.p.

sezioni

home
artisti
retrospettive
news
interviste
recensioni
report
mp3
around the music
visti per voi
concerti in città
locali
collegamenti
crediti


comunicazione
e-mail > info@ilcielosutorino.org
blog > ilcielosutorino.org/dblog
mailing list > ilcielosutorino-
subscribe@yahoogroups.com

newsletter > ilcielosutorinonews-
subscribe@yahoogroups.com
 
lalli - all'improvviso, nella mia stanza

Dopo l'esordio fulminante di "Tempo di vento" e la parentesi rappresentata dall'ep "Tra le dune di qui", ecco tornare Lalli con il suo secondo album solista, intitolato "All'improvviso, nella mia stanza", che colpisce nuovamente il segno con una gemma rara nel panorama della musica nazionale.

E' passato del tempo (ben 5 anni) da quando Lalli stupiva tutti con il suo primo, splendido, album, e molte cose, nel frattempo, sono cambiate. La cantautrice torinese ha lavorato con calma alle nuove canzoni, incontrando per la sua strada Pietro Salizzoni, giovane e capace chitarrista che è poi diventato poi co-autore dei testi e delle musiche di questo disco. I risultati di questo lavoro sono nove brani che raccontano le solite piccole storie, con una forza immaginifica e una delicatezza straordinarie. Rispetto a "Tempo di vento" sembrano essere cambiate le atmosfere musicali: il disco è fondamentalmente acustico, con la chitarra elettrica di Pietro che fa capolino, peraltro con grande circospezione, solo in un paio di occasioni, mentre l'uso di strumenti come banjo, rajastan e cajon dona al tutto sonorità mediterranee che vanno dal nordafrica alla penisola balcanica.

Poi ci sono i testi, che colpiscono sempre al cuore dell'ascoltatore: non è possibile non amare incondizionatamente canzoni come "Testa storta", "Chenini" e "La fiaba di Nushe", per le storie che raccontano e per il modo in cui Lalli canta. Già, la voce. Lalli sa bene come stimolare il brivido lungo la schiena che ti fa riconoscere i dischi che amerai di più. Qui, nella stanza di Lalli, di brividi ne scorrono parecchi.

enzop

no copyright - tutto il materiale presente sul sito è liberamente utilizzabile, ma è cosa gradita citare la fonte