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mario congiu - non sai difenderti

Caso mai servisse un esempio per far comprendere come funzioni l'industria musicale odierna, Mario Congiu potrebbe servire allo scopo: nonostante la giovane età Mario ha un curriculum artistico che meriterebbe il massimo rispetto, sia per la sua attività di musicista polistrumentista che di arrangiatore. Eppure, per far uscire il suo primo album da solista, Mario deve ricorrere all'autoproduzione.

"Non sai difenderti", registrato nel 2000 e uscito l'anno seguente, è un album decisamente interessante, nel quale il cantautore torinese fa quasi tutto da sè, cantando, suonando chitarre, basso e hammond, e avvalendosi dell'aiuto di diversi amici noti sulla scena musicale torinese (Matteo Castellan, Luigi Napolitano, Donato Stolfi).

Undici i brani presenti sul cd, quasi tutti di ottima fattura, dalla ballata in crescendo "Buio" alla toccante "Argentina", dedicata a Sole e Baleno, due persone la cui storia è piuttosto conosciuta nel capoluogo piemontese. Mario si muove con efficacia tra atmosfere cantautorali e sonorità più tipicamente rock (basti ascoltare "Chiudere", nel quale le chitarre distorte hanno un ruolo di primo piano), e la mistura funziona decisamente bene, senza cali di tensione e con punte davvero alte che vengono sfiorate con la già citata "Argentina" e l'amara "La fabbrica" ("la fabbrica che ho visto ha i camini diroccati, i vetri rotti e l'erba alta e non ha operai da stancare", quasi un presagio di quello che rischia di diventare la più famosa industria torinese).

Non si tratta di un album facile: le atmosfere disegnate dalle parole di Mario sono piuttosto malinconiche e spesso amare, ma una volta entrati nell'ottica di queste piccole istantanee minimali ma affascinanti, ci si rende conto di come l'album cresca di ascolto in ascolto. E non si riesce a capire come sia possibile che nessun discografico abbia preso in considerazione l'idea di dare un'opportunità ad un artista, bisogna dirlo, già completo.

enzop

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