Arriva la pioggia, e per la prima volta
fa capolino nella musica degli Africa Unite, che approdano al nono
disco della loro ormai storica carriera. Pioggia nella (bellissima)
immagine di copertina, pioggia nel testo della title track... e
per un gruppo che ha adottato il sole come logo non si tratta di
un elemento da sottovalutare.
Senza dubbio "Mentre fuori piove" si candida per essere
il disco più cupo della band pinerolese, per il suo essere
intriso di un pessimismo amaro, probabilmente inevitabile, visti
i tempi che corrono. E così frasi come "la storia insegna
che ogni uomo è perfettamente corruttibile" rimangono
nella testa a lungo, faticando ad uscirne dopo appena un paio di
ascolti, mentre il ritmo in levare domina e pretende la necessaria
attenzione.
Nel disco il reggae vecchia scuola si fonde con elementi e stili
diversi. La lezione di gruppi come Steel Pulse è evidente,
al punto che in più di un'occasione sembra di trovarsi di
fronte ad un omaggio spassionato allo storico gruppo inglese, ma
si passa anche attraverso episodi r'n'b come la splendida "Uguale"
e tra l'hip hop e il trip hop della title track, l'unica canzone
che vede in primo piano la voce di Madaski.
Gli anni passano, insomma, e i tempi cambiano, spesso in peggio.
Tuttavia gli Africa non perdono un colpo, e anzi sembrano trovare
di disco in disco la forza di crescere ancora e di evolversi, rinunciando
alle soluzioni troppo semplici e comode.
enzop |