| quando: 13/04/03
dove: hiroshima mon amour (torino)
chi: bunna, madaski e ru
enzo: Nella presentazione di "Mentre
fuori piove" c'è una definizione precisa che colpisce,
ovvero quella di "un People pie dieci anni dopo". Quali
sono i punti di contatto?
bunna: Sicuramente sì, il
paragone con "People pie" ci viene abbastanza spontaneo.
Rispetto ai nostri ultimi dischi, e in modo particolare a "Vibra",
questo è un disco molto più suonato, c'è un
approccio più live con molte meno parti elettroniche. Per
quanto riguarda l'aspetto testuale, direi che "Mentre fuori
piove" è il nostro disco più combat e militante,
anche se abbiamo sempre adottato posizioni piuttosto precise.
madaski: Dalle prime recensioni
mi sembra che ci sia una tendenza ad accomunarlo a "Babilonia
e poesia", probabilmente perchè si tratta di un album
più conosciuto di "People pie". Secondo me, invece,
almeno dal punto di vista musicale, non è così. "Babilonia"
è un disco troppo crossover, questo è un disco molto
più compatto dal punto di vista stilistico.
e: Mi è parso di capire che la genesi
del disco è stata piuttosto breve...
b: In effetti è così,
almeno per i tempi che abbiamo impiegato per gli altri dischi. Avevamo
un sacco di voglia di tornare a lavorare sul progetto Africa dopo
un anno interlocutorio, e poi ci troviamo in un periodo in cui ci
sono un sacco di cose da dire, e quindi è stato tutto molto
naturale e veloce.
m: E poi va detto che siamo stati
molto bravi ad ottimizzare i tempi di realizzazione. Abbiamo lavorato
molto in modo individuale, ognuno sulle proprie parti, e quindi
il tempo passato in studio è stato considerevolmente più
breve, anche perchè la composizione è avvenuta prima,
già durante l'anno scorso nel quale siamo stati praticamente
fermi, tranne qualche sporadica esibizione live e i progetti paralleli
come Wah Companion, Bluebeaters, Motorcity, la mia attività
solistica e il lavoro di Davide Graziano con Capossela.
e: A proposito dei side-project, quanto hanno
portato le vostre singole esperienze all'interno di questo lavoro?
b: Probabilmente in modo conscio
non hanno portato molto, mentre inconsciamente credo che ogni progetto
porti qualcosa. Per quanto mi riguarda, grazie ai Bluebeaters sono
entrato in contatto con un mondo che non conoscevo così bene
come è quello del reggae prima degli anni '60, cioè
il rocksteady e lo ska, e penso che questo si possa notare ad un
ascolto molto attento dell'album.
m: Da parte mia credo di poter
dire che il mondo degli Africa Unite e quello di Madaski siano due
mondi abbastanza lontani, se non come approccio compositivo e di
utilizzo delle macchine, che con gli Africa è comunque molto
più leggero rispetto alla mia attività solistica.
In generale direi che è difficile accostare le due cose,
ma la persona è sempre la stessa e quindi ci possono essere
dei suoni che posso utilizzare in modo sostanzialmente diverso.
ru: Io ci ho messo quasi un anno
a completare il disco della Wah Companion, e credo di aver imparato
delle cose in questo lasso di tempo, soprattutto dal punto di vista
tecnico e a livello di arrangiamenti. Sono più concentrato
sulle finalità del mio lavoro, e quando ho lavorato sulle
parti di chitarra per il disco mi sono ritrovato più concentrato
e in grado di capire più in fretta quello che davvero stavo
cercando.
e: Ritornando a "Mentre fuori piove",
dal punto di vista testuale è evidentemente cupo, e non penso
che la scelta della pioggia nel titolo sia casuale.
m: I testi sono legati a filo doppio
al momento che stiamo vivendo, sempre filtrato all'interno dell'esperienza
individuale. Abbiamo scelto di non descrivere semplicemente la situazione,
ma di dipingere possibili stati d'animo di reazione dell'entità
sociale chiamata uomo. "Mentre fuori piove" rappresenta
il distacco tra il mondo esterno e un possibile mondo interno, che
dev'essere uno spazio di recupero dell'individuo stesso. L'unico
modo, per me, di creare una reazione costruttiva alla situazione
attuale è il riscoprire l'individualità e il tornare
a pensare con il proprio cervello. La pioggia è quella che
ci bagna tutti i giorni, una pioggia mediatica di contenuti fuorviati
in maniera piuttosto pesante, e credo che in questi momenti di guerra
tutto ciò sia evidente.
I testi sono stati concepiti 4 o 5 mesi fa, ma nell'aria c'era
già questa sensazione: il terzo conflitto mondiale è
già cominciato da molto tempo, ed è aggravato dal
fatto che chi dovrebbe garantire l'informazione non fa altro che
buttare fumo negli occhi in modo che le persone siano disorientate.
E' questa la guerra che mi spaventa di più, e questa è
la guerra descritta in brani come "Mentre fuori piove"
o in "La storia".
b: Il concetto generale è
di non essere passivi rispetto a tutto quello che ci viene propinato,
cercando di fare un piccolo sforzo per andarsi a cercare informazioni
più veritiere di quelle "ufficiali". Sicuramente
ne vale la pena, perchè le informazioni che ci arrivano tendono
a formare un'opinione viziata e fasulla perchè partono da
presupposti diversi da quella che è la realtà.
e: Per questo album vi siete affidati all'autoproduzione.
Com'è maturata questa scelta?
m: Nel contratto con la Universal
c'era ancora in programma un disco, ma a loro non andava più
di proseguire la collaborazione e tutto sommato anche a noi stava
bene cambiare situazione, per cui è stata una separazione
abbastanza consensuale dopo quattro album. Il nuovo album è
sostanzialmente autoprodotto, dato in licenza ad Alternative Produzioni
e Venus. Teoricamente non è cambiato nulla, perchè
anche con la Universal il disco sarebbe stato lo stesso dal punto
di vista dei contenuti, l'unica grossa differenza è il prezzo
consigliato di 13€, che per noi rappresenta un reale venire
incontro alle esigenze di chi ci ascolta, e crediamo di aver fatto
qualcosa di buono in questo senso.
Sempre più gruppi si rendono conto che la via dell'autoproduzione
è praticabile, e si tratta di una soluzione rispettata anche
dai venditori, visto che ci sono negozi in cui il prezzo è
addirittura inferiore a quello consigliato, e questo fa assolutamente
piacere. Ovviamente si tratta di un ragionamento che fai sulle tue
tasche, nel senso che bisogna rinunciare ad una parte di introito,
ma ci sembrava valesse la pena di farlo.
Credo che molti gruppi potrebbero pensare a questa strada: vendere
a 13€ il proprio disco non ti fa certamente vendere 100mila
copie, ma se non altro offri un buon prodotto, curato e ad un prezzo
accessibile a tutti. E' una strada praticabile, e mi auguro che
venga sempre più battuta. Non ha senso vendere cd a 18-20€,
è un prezzo assurdo. Tra l'altro siamo anche riusciti ad
ottenere la ristampa dei nostri vecchi lavori a prezzi bassi, e
la cosa ci fa molto piacere.
e: Tra l'altro ho sentito parlare della pubblicazione
di una sorta di antologia degli Africa sul mercato tedesco...
b: Sì, si tratta di un doppio
album di dub che dovrebbe uscire a ridosso dell'estate. Conterrà
molti dub remixati in parte da Madaski e in parte da Mad Professor
e uscirà per l'etichetta tedesca Echobeach in Germania, Svizzera
tedesca e Austria.
m: Il grosso del cd è formato
da quello che era "Il gioco" dub, remixato dal Mad Professor,
poi ci sono diversi altri dub già editi e in più due
inediti, "Gigante" e "Notti", dubbati da me
live al Maffia di Reggio Emilia qualche tempo fa. In Italia non
uscirà, al massimo acquisteremo delle copie da veicolare
attraverso il nostro merchandise.
e: Torniamo per un momento alle canzoni. Come
è maturata la scelta di coverizzare "What's going on"?
b: Fondamentalmente le ragioni
sono due. Innanzitutto si tratta di un omaggio a Marvin Gaye, che
reputo uno dei maggiori rappresentanti della scena black e soul;
in secondo luogo si tratta di un brano che parla di guerra in modo
assolutamante poetico. Abbiamo optato per una versione molto scarna,
voce e chitarra, per evitare paragoni diretti con un colosso come
Gaye. Un approccio modesto, sommesso, per una canzone che si sposava
perfettamente con il tema dell'album.
e: Come sarà strutturato il live?
b: Il concerto lo abbiamo preparato
con cura nei giorni passati, ovviamente sarà concentrato
molto sul disco nuovo più una serie di pezzi di repertorio
che vanno a pescare in quasi tutti gli album, ad esclusione di "Babilonia
e poesia". Sarà un concerto molto lungo, attorno alle
2 ore e mezza, nel quale cercheremo di recuperare anche pezzi meno
conosciuti, magari escludendo alcuni brani che abbiamo sempre suonato.
m: Una novità è rappresentata
dal fatto che il concerto sarà preceduto da una situazione
dub gestita da me, molto breve, nel quale proporrò anche
brani che verranno poi suonati in concerto.
b: Ci è piaciuta questa
soluzione perchè spesso, prima del concerto, il dj mette
pezzi che non c'entrano assolutamente nulla con il concerto in sè,
e a noi interessava fare qualcosa di diverso.
e: Inizierete il tour nella vostra città
e con due date consecutive. A cosa è dovuta questa scelta?
m: Abbiamo un rapporto consolidato
con Hiroshima e in questa struttura stiamo anche provando la fase
iniziale del tour con tutto l'impianto pronto. E' stata una scelta
naturale, dettata da fattori di tipo geografico, logistico, affettivo
e, perchè no, economico.
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