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TVUMDB (come cantava elio)
di enzop (del 28/02/2005 @ 09:14:12, in musica, cliccato 990 volte)
sette buoni motivi per voler bene ai perturbazione:
- perché canzoni allo specchio è un disco splendido, e non era facile dopo in circolo (ma mi riservo di parlarne più diffusamente non appena gli ascolti saranno sufficienti); - perché una volta gigi ha detto una delle cose più sincere e oneste che abbia mai sentito dire da un musicista indie: "siamo tutti indipendenti finchè non troviamo l'approdo ad una major" (leggetevela nel contesto, però); - perché da domani un sacco di persone inizieranno a ricordare con nostalgia quando si era in venti ai concerti; - perché i due video di chiedo alla polvere sono molto carini, soprattutto il secondo (che non so associare al regista, fottuta memoria); - perché la neve che scende fuori dal cafè liber dopo una giornata di splendido sole non può non ricordarti agosto; - perché ci hanno messo cinque anni a far uscire il primo demo e dieci a far uscire il primo album; - perché giovedì sera i perturbazione saranno in studio a quindie, per un set acustico e per fare quattro chiacchiere su presente, passato e futuro.
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STOP ME IF YOU THINK YOU'VE HEARD THIS ONE BEFORE
di enzop (del 25/02/2005 @ 08:55:18, in musica, cliccato 920 volte)
avanti, è il momento di uscire allo scoperto. non facciamo come i farisei webzinari che da quando è in voga il punkfunk citano a braccio liquid liquid e gang of four come se fossero stati il companatico della loro infanzia. ci sarà pure qualcosa che ci è sfuggito, tipo quella volta che hai preso in mano lady with the golden slippers di sun ra per poi rimetterlo sugli scaffali dopo aver visto che c'era l'opera omnia di tony tammaro in special price. oppure quella volta che alice ti ha tradito proprio quando stavi per scaricare change dei jackie-o motherfucker dall'utente più sfuggente della rete, con un archivio impressionante ma con la bizzarra abitudine di collegarsi esclusivamente all'ora terza del secondo mercoledì del mese.
insomma, io faccio outing. io non ho mai ascoltato (e dovrei sentirmene in colpa): residents, red house painters e sonics (anche molti altri, ma al momento mi vengono in mente questi). voi?
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CI HANNO PRESO TUTTO
di enzop (del 23/02/2005 @ 11:38:04, in musica, cliccato 776 volte)
tu, che stai infilando una tdk da 90 nel tuo stereo, fermo. tu, che stai ravanando tra le tue cartelle zeppe di mp3, stop. e tu, infine, già pronto a masterizzare un cd per la tua amata, smettila subito.
possibile che ancora non sappiate? eppure ormai è ufficiale. i nastroni (o mixtape) sono ormai irrimediabilmente mainstream. se li fa pure la mercedes...
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THE DROWNING YEARS
di enzop (del 21/02/2005 @ 21:59:57, in musica, cliccato 920 volte)

grazie a fabrizio mi sono imbattuto nel video di krafty, il nuovo singolo dei new order. gran pezzo e gran video, davvero. fabrizio, parlando del secondo, parla di tensione amorosa adolescenziale ed è tutto verissimo.
poco più di 10 anni fa, ma sembrano secoli. in libreria esce un libretto scritto da un autore allora diciannovenne, un romanzo che parla di cose semplici, di cose che tutti potremmo vivere, in teoria. in realtà, per noi maschietti con ancora le ginocchia sbucciate, l'amore e le ragazze sono ancora concetti vaghi e fin troppo fraintendibili. questo romanzetto tocca delle corde, però. ti fa capire che tu, un'aidi qualunque, vorresti davvero avercela accanto. tu, lei e una bici, non sembra esserci bisogno di nient'altro.
quel romanzo si chiama (non dite che non l'avevate capito) jack frusciante è uscito dal gruppo e dava modo ai più musicalmente avanzati di farsi belli dicendo "john, non jack". è stato un piccolo manuale di educazione sentimentale per molti di noi, molti di quelli che oggi hanno passato da poco i 25 e si sentono ormai attirati violentemente dai 30. non ho più una copia di quel libro da anni, e non sento il bisogno di recuperarlo, che ora probabilmente troverei tutti i suoi difetti e la sua insostenibile leggerezza.
enrico brizzi l'ho seguito ancora con bastogne e tre ragazzi immaginari, loro sì che campeggiano nella mia libreria, pur con un ruolo decisamente minore. poi l'ho perso di vista, e di lui ora non saprei dire molto, se non che ha anche lui un blog.
ecco, la storia tra il vecchio alex (possibilmente non con la faccia mono-espressiva di accorsi) e aidi rimane l'esempio perfetto di tensione amorosa adolescenziale. riguardando indietro riesci ancora a vedere quell'adolescente che si struggeva alla ricerca di un amore che ancora non poteva essere definito tale, di una storia tenera tenera da tenere tra le dita. e non puoi fare altro che sorridergli, come fai oggi davanti al video di krafty.
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THESE DAYS
di enzop (del 21/02/2005 @ 09:25:37, in fuffa, cliccato 788 volte)
sono giorni di case. case presenti, passate e future, viste da dentro, da fuori, dal basso e dall'alto, viste dalla parte opposta dello specchio. viste da soli o in compagnia, viste alle 18 come alle 10 come alle 3 di notte. case dalle quali vorresti fuggire oppure l'esatto contrario (qual è il contrario di fuggire?).
giorni di elettricità nell'aria. giorni di scosse continue, giorni che aspettano soltanto la primavera. e sono giorni di dischi sbagliati ascoltati in auto, giorni di elettronica timida e di chitarravoce detonante. giorni di emiliana torrini, giorni di oren ambarchi.
sono giorni un po' così.
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E' TUTTO UN EQUILIBRIO SOPRA LA FOLLIA
di enzop (del 17/02/2005 @ 09:45:19, in fuffa, cliccato 800 volte)
nel sogno vado a vedere maximilian hecker in concerto in un posto minuscolo. mi addormento praticamente alla prima canzone per risvegliarmi sugli applausi finali, e mi chiedo come ho fatto a dormire in piedi per tutto il tempo. hecker è sul ciglio del palco a vendere i propri cd, mi avvicino e noto che non è lui, bensì owen ashworth. comunque, tra rose e infinite love songs trovo inspiegabilmente una copia di materiale resistente, e compro quella invece dei suoi dischi.
sempre nel sogno esco dal luogo del concerto e mi dirigo ad un raduno di blogger torinesi. arrivo nel posto prefissato e incontro un mio compagno delle superiori che con i blog non c'entra un cazzo e poi un tipo che conosco fin dall'asilo che afferma di non essere un blogger ma di avere una partita di cartucce per stampante che spera di far fuori stasera in mezzo "a tutti questi nerds". io abbozzo, mi guardo intorno e non vedo alcuna faccia nota. ci sono un sacco di sedie messe in fila, come se si trattasse di un'aula. e in effetti là davanti c'è anche una cattedra, sulla quale all'improvviso sale la preside di school of rock visibilmente alticcia. giusto il tempo di chiedermi che cazzo ci faccia lì ed ecco arrivare hecker/ashworth che mi chiede se ho dell'erba.
avanti, freud de noantri. psicanalizzatemi che c'ho bisogno.
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GREAT EXPECTATIONS
di enzop (del 14/02/2005 @ 18:26:02, in musica, cliccato 773 volte)
bright eyes. stereo total. prefuse 73. decemberists. sole. pedestrian. daft punk. lcd soundsystem. patrick wolf. hood.
e se il 2005 fosse un anno clamoroso?
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LE STORI(ACC)E DI IERI
di enzop (del 11/02/2005 @ 08:28:38, in fuffa, cliccato 755 volte)
nel giorno dedicato alle foibe al senato è stato avviato l’iter del disegno di legge (ddl) che prevede il riconoscimento dello status di belligeranti per i repubblichini di salò, equiparandoli di fatto ai partigiani. oreste tofani, vice presidente del gruppo di an al senato: «con questo ddl si rafforza la pacificazione nazionale e si favorisce una memoria condivisa da tutti gli italiani».
corriere.it, 10/02/05
oh, commentate voi, se vi va. io non ho tempo, devo decidere se andare a rinnovare il passaporto oppure dirigermi al cesso per vomitare.
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BEETLEBUM #5
per la serie vedo ggente, faccio cose, quattro appuntamenti del weekend torinese.
stasera, quindie. venerdì sera, julian cope. sabato sera, fabio al punto g e io al pueblo (qui il flyer citazionista, che la fazi abbia pietà di me).
adoro essere sintetico.
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I DON'T NEED BASS AND DRUM, I'VE GOT MY NOTEBOOK
di enzop (del 09/02/2005 @ 08:35:49, in musica, cliccato 1218 volte)
[disclaimer: post un po' spoiler. se avete in programma di andare a vedere i radio dept. nei prossimi giorni evitate di leggere. io l'ho detto, oh.]
volevo provare a parlare del concerto dei radio dept. imponendomi di non utilizzare le parole bologna, primo maggio, ink+polaroid e covo, ma poi non avrei potuto raccontare una delle cose più carine della serata, e cioè johan e martin che alla fine dell'intervista, dopo avermi chiesto quanta gente sarebbe venuta a vederli secondo me, mi chiedono se il giorno dopo avrebbero suonato ancora al covo. alla mia risposta negativa, le loro facce si rabbuiano un tantino.
è che, a distanza di quasi un anno, è diffile parlare di radio dept. in italia senza tirare in ballo quella notte bolognese e tutto ciò che c'era dietro. ed è anche difficile non ricordare che l'unica critica che avevo mosso allora al gruppo era l'assenza di una batteria vera, che in una manciata di pezzi un suo compito l'avrebbe svolto alla grande. quando gli svedesi salgono sul palco, poi, ti rendi conto che hanno fatto fuori anche il basso: kim non c'è più e non c'è nessuno a sostituirla, o meglio, c'è un notebook e le sue basi. intanto parte lost and found: bella, desolata... scarica. manca qualcosa, e te ne accorgi definitivamente durante la seguente why won't you talk about it?. le basi sono identiche al disco ma dal vivo rendono pochissimo, l'assenza della rotondità del basso si sente eccome, le chitarre sono sorprendentemente pulite, così come la voce di johan. scorrono via this past week, 1995, pulling our weight, deliverance, where damage isn't already done. scorrono via belle canzoni, che però buttate lì così non lasciano il segno, non hanno alcun impatto su un pubblico che rimane freddino (fatta esclusione per tre hooligan svedesi ubriachi sotto il palco, dei quali uno lancia a intervalli regolari urla gutturali che gelano il sangue). e così alla fine il pezzo che ti coinvolge di più è la conclusiva the city limit, che dal vivo prende sfumature inedite anche grazie alle due chitarre che finalmente fanno un po' di rumore. poi un solo bis e tutti a casa, dopo una cinquantina di minuti scarsi.
insomma, un concerto che passa via senza lasciare traccia, e mi spiace. perché ad un gruppo così non puoi non volere bene e ti senti quasi tradito; e a grandi aspettative, al solito, corrispondono grandi delusioni.
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