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DEEPER THAN LOVE
di enzop (del 05/05/2005 @ 09:36:28, in musica, cliccato 1623 volte)
poi ogni tanto fa bene andare ad un concerto senza nemmeno sapere i titoli delle canzoni, perché in fondo non è che i am a bird now ti abbia convinto così tanto, così come è successo per il precedente, e allora il disco l'avrai ascoltato 3 o 4 volte e lo so che è poco, ma signora mia, oggi con tutto quello che c'è da ascoltare non puoi concedere più di 3 o 4 ascolti ad un album che ti convince poco. ma comunque, quel disco è vero che ti lascia un po' così, ma dal vivo ti piacerebbe dare un'occhiata e così fai, antony and the johnsons sono in città e vale la pena andare a vederli.
antony è una bambina in un corpo da omaccione con una voce miracolosa. sorride, gigioneggia, ripete più volte "i'm so excited", il tutto con una naturalezza disarmante, cioè, si vede lontano un miglio che non è un personaggio, antony è così, e d'altra parte canzoni come for today i am a boy (one day i'll grow up, i'll be a beautiful girl, but for today i am a child, for today i am a boy) o my lady story (my lady story is one of annihilation, my lady story is one of breast amputation) non è che le scrivi così, a cuor leggero. uno dei due chitarristi/violinisti indossa fieramente una maglietta degli slint, mentre al violoncello c'è julia kent, che ha collaborato con i torinesi larsen che stanno collaborando proprio in questi giorni con gli xiu xiu. il mondo è proprio piccolo, signora mia.
c'è un sacco di gente. io continuo a non riuscire ad interpretare il pubblico torinese. due settimane fa, per i tarwater, eravamo in 20 e abbiamo dato la colpa al fatto che fosse un mercoledì. ieri anche, e però pienone. stando alle dichiarazioni post-concerto del mio pusher di dischi preferito, a torino il disco ha venduto tantissimo. incredibile.
il concerto? dovrebbe darmi i brividi, e alla persona al mio fianco sicuramente li dà, lo vedo chiaramente. a me... no. come su disco, riconosco il talento e benedico la voce, ma mi annoio. la pelle d'oca arriva sulla spledida cover soft black star dei current 93 e sulla conclusiva hope there's someone, specialmente sul suo intermezzo strumentale per piano, violini e violoncello, ma per il resto niente, nemmeno sulla velvettiana candy says, proposta come unico bis. tutti entusiasti, alla fine, io con un enorme mah tatuato sulla fronte.
che poi, intendiamoci, fossero tutti così i concerti noiosi, eh.
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