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interviste around the music: andrea pomini (love boat)

quando: 16/03/04
dove: casa pomini
chi: andrea pomini, l'uomo dietro l'etichetta love boat nonchè giornalista musicale e musicista

enzo: Partiamo dall'inizio: come nasce l'etichetta Love Boat?

andrea: Love Boat nasce alla fine 1997, dopo un lungo periodo in cui mi ero fatto una buona esperienza nel campo dell'autoproduzione e della distribuzione. La prima uscita fu il 7" dei Molto Rumore Per Nulla di Aosta, una coproduzione realizzata da ben 8 etichette; subito dopo arrivò la prima produzione vera e propria, una cassetta con il secondo album mai uscito dei Nuvola Blu. Poi sono tornato alle coproduzioni, fino al 7" dei J Church, interamente prodotto da Love Boat e prima uscita adulta dell’etichetta.

Le idee alla base del progetto sono diverse. In primo luogo c'è la volontà di aiutare degli amici in cui credi e che hanno molto da dire dal punto di vista musicale e non solo. In secondo luogo, io sono un grosso consumatore di musica e seguo spesso le uscite di alcune etichette che amo particolarmente, comprando a scatola chiusa i dischi che escono su quell'etichetta; mi interessava quindi comunicare qualcosa sulla mia visione della musica attraverso Love Boat. Non è un fatto prettamente musicale, quanto di approccio: Love Boat non ha nessun gruppo uguale agli altri eppure vorrebbe esprimere anche un’idea di organicità, un filo comune dato da me con la grafica, con l'attitudine, con le idee, cercando di portare avanti un discorso con artisti che si sono sempre mossi ai margini della grande discografia… in particolare, mi fa piacere aiutare chi fa musica perchè se non la fa sta male, perché sente che è una necessità.

e: Come si porta avanti un'etichetta come Love Boat dal punto di vista pratico?

a: Col tempo è diventato un processo sempre più impegnativo, non tanto per le dimensioni, visto che le tirature sono sempre le stesse (1000 copie), ma per un fatto di obiettivi e scenari, che cambiano in continuazione: per fare un esempio, se prima un obiettivo poteva essere ottenere una recensione su “Musica! di Repubblica” o su certa stampa più istituzionale, nel momento un cui gli ultimi due dischi hanno raggiunto questo traguardo non c'è stato il tempo di esserne soddisfatto, perché ho subito pensato "Ma nei negozi dove va chi legge “Musica!” ci sono i miei dischi?". Alla fine, sono purtroppo in pochi quelli che vanno nel negozietto, oppure ordinano direttamente dal sito. La maggior parte delle persone potenzialmente interessate si rifornisce da Fnac e Ricordi, e in questo senso la sfida attuale è fare in modo che i dischi che vengono recensiti possano essere trovati con facilità.

Materialmente, si tratta di andare avanti passo per passo, disco per disco. All'inizio mi occupavo anche della distribuzione attraverso scambi con altre etichette e dischi lasciati in conto vendita ai distributori, poi ho cercato un distributore per i negozi (Goodfellas, n.d.i.). Affidata ad altri la distibuzione, ora Love Boat può occuparsi di far uscire i dischi, quindi tenere i contatti con i gruppi, gestire i rapporti con la Siae, sistemare la grafica, mandare in stampa e mandare in giro i promo. Una volta uscito il disco, poi, bisogna cercare di promuoverlo e controllare le recensioni che escono sulle testate specializzate, senza dimenticare il lavoro di tutti i giorni: tenere aggiornato il sito, rispondere alle e-mail, ascoltare i demo… un capitolo che richiede qualche parola in più.

Solitamente, io scoraggio chi vuole mandare un demo a Love Boat. Faccio uscire i dischi dei miei amici, e non è un discorso mafioso quanto la constatazione che ci sono già molte persone intorno a me che fanno bellissime cose che meritano attenzione. Se non ci fossero, non ci sarebbe l’etichetta. Love Boat non è l'etichetta che devi cercare per fare fortuna: l'etichetta, per quanto mi riguarda, non ti fa suonare in giro e diventare famoso. Ti fa uscire il disco e te lo promuove, poi sei tu che devi sbatterti per suonare in giro, aumentando così tra l’altro le prossibilità di trovare un’etichetta. Il gruppo deve andare avanti al di là dell'etichetta, deve saper fare a meno di me, deve suonare in giro, se c'è bisogno e fuoco dentro deve autoprodursi. Se hai bisogno di suonare lo fai indipendentemente da ogni altro fattore, e così facendo hai buone possibilità che sia l'etichetta stessa a venirti a cercare. Nonostante tutto questo, ascolto tutti i demo che mi arrivano e rispondo (quasi) a tutti, ma finora nessuno è finito su disco. Insomma, il messaggio è “non mandate demo”. O se lo dovete proprio fare, date prima un’occhiata alle mie uscite precedenti: tenetene conto per farvi un’idea di cosa mi piace, e se suonate uguali a un gruppo che ho già in catalogo sappiate che questo diminuisce le vostre chances, invece di aumentarle!

e: Mi sembra che tra l'altro questo sia il messaggio ricorrente per diverse etichette del genere, gestite da una sola persona e che stanno tirando fuori dischi molto interessanti, come Wallace e Bar La Muerte...

a: È vero, non so se sia un caso ma so che Mirko e Bruno (Spino e Dorella, gli uomini che stanno dietro alle etichette citate, n.d.i.) hanno più o meno la stessa attitudine al riguardo, anche se si tratta di tre realtà molto diverse tra loro dal punto di vista musicale. L'essere da solo ti aiuta perchè è più facile prendere decisioni ed è più gratificante, anche se ti devi sbattere il triplo. Personalmente mi piacerebbe collaborare con qualcun altro per quanto riguarda Love Boat, però per ora va bene così.

e: Tra i tuoi artisti c'è anche Diana Darby... Non credi che il limite della discografia italiana sia l'essere chiusa entro i proprio confini?

a: Sicuramente, si guarda troppo spesso al mercato italiano come unico campo d'azione. Nella maggior parte di casi il traguardo è il pubblico indie italiano, che a me come etichetta ma anche a me come musicista non interessa in modo esclusivo. Non è un problema solo di labels, però, anche i gruppi suonano poco all'estero.

Avere artisti esteri in catalogo può servire a trainare anche gli altri artisti, anche se in realtà è difficile che succeda, servono una distribuzione e una promozione forti che io, per esempio, al momento non posso permettermi. Ma è uno degli obiettivi che mi sono fissato per il futuro, avendo tempo e denaro.

e: Diana Darby ha avuto una buona considerazione da parte della critica italiana, ma sembra che invece siano stati gli Altro a fare il gran botto.

a: Il primo album degli Altro è il disco che ho venduto di più in assoluto, e per forza di cose loro sono diventati un po' il simbolo dell'etichetta, anche perché sono il gruppo che suona di più in giro e vende molti dischi ai concerti (fatto che rinforza la tesi che un nome te lo fai con i concerti, prima che con l’etichetta più o meno grossa a rimboccarti le coperte). “Prodotto”, il loro secondo disco, ha ottenuto un'ottima risposta. Merito loro che sono riusciti a migliorarsi notevolmente rimanendo gli stessi.

Diana Darby e gli Altro, inoltre, sono stati i primi due dischi che hanno avuto una certa attenzione anche dalla critica, innanzitutto perché sono due ottimi dischi, probabilmente i migliori di Love Boat. In più, con loro l'etichetta è arrivata a quota 13 uscite, cosa che dà credibilità volente o nolente…si inizia a capire che non si tratta propriamente di un progetto estemporaneo.

e: Due dischi che è anche facile trovare su programmi peer 2 peer... che impressione ti fa vedere alcuni dischi di love boat in condivisione sulle reti del file-sharing?

a: Beh, l'esplosione della banda larga ha aiutato la diffusione di progetti anche piccoli e poco legati al mainstream. A me fa piacere. Ovviamente spero che chi scarica un disco di Love Boat poi decida di comprarlo, perchè un disco è sempre un'altra cosa rispetto ad una manciata di files, perché la passione e il lavoro di etichette piccolissime e artigianali va supportato, e perché sto comunque bene attento ai prezzi. Un download intelligente, da appassionato vero, porta comunque spessissimo all'acquisto, la maggior parte delle persone che conosco e che ama la musica utilizza quest'approccio, continuando a comprare, forse anche più di prima, avendo la possibilità di conoscere gratuitamente cose che altrimenti rimarrebbero negli scaffali dei negozi.

e: Quali saranno le prossime uscite di love Boat?

a: Il prossimo disco in uscita è il nuovo album dei Deep End, “Kiss The Light Goodbye”, registrato e mixato in proprio e masterizzato al Silver Sonya/Inner Ear di Washington DC da Chad Clark (Snart Went Crazy, Beauty Pill). È pronto, ed è in ucita a settembre. Poi non so, navigo sempre abbastanza a vista, con un po’ di file aperti che prima o poi si chiudono, se devono chiudersi. Kill Rock Stars mi ha appena soffiato un disco molto bello dopo il novantesimo, pazienza. C’è comunque in ballo un cantautore italiano che canta in inglese, una via di mezzo tra Will Oldham e la bossanova, mentre per il 2005 c'è in programma un grosso progetto di cui però è ancora meglio non parlare. Poi chissà, potrebbe anche uscire fuori qualcos'altro, nel frattempo...

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